Che cos’è un OGM?

Pascol ha scelto di sposare l’idea di una filiera interamente NO OGM. Con OGM (Organismo Geneticamente Modificato) si intende un organismo vivente, in questo caso più precisamente un alimento, con un patrimonio genetico alterato mediante manipolazione del DNA. Questa tecnica, ad oggi estremamente diffusa, consente l’aggiunta, l’eliminazione e la modifica di elementi del patrimonio genetico dell’organismo in questione. L’alimento GM (geneticamente modificato) nasce dall’esigenza di migliorare alcune sue caratteristiche che potremmo volendo, definire una sorta di “anello debole”. Si tratta quindi di una manipolazione volta a renderlo maggiormente “competitivo” nell’ambiente di crescita, portandone la resa al massimo e la suscettibilità a condizioni esterne avverse al minimo. 

In particolare, gli alimenti GM sono studiati per risentire il meno possibile dell’effetto degli erbicidi, usati per eliminare le piante infestanti le colture, e per resistere agli insetti che normalmente sopravvivono a discapito della crescita delle piante. 

Vista così, la pratica di adottare alimenti GM non sembra tanto sbagliata. Eppure, considerando alcuni fattori fondamentali, si arriva a capire realmente perché l’impiego di OGM è potenzialmente dannoso sotto molteplici aspetti.

Perché No agli OGM?

Partiamo dalla questione ambientale. 

Un alimento GM, ad oggi, non ha alla base evidenze scientifiche che supportano pienamente una possibile riduzione dell’impatto ambientale che ogni coltura causa. L’utilizzo di terreni per qualsiasi tipo di coltivazione genera da sé un’impronta più o meno indelebile sull’ambiente e sul suolo su cui questa insiste. 

Ad oggi, la domanda di materie prime per il settore zootecnico sfiora livelli altissimi. L’alimentazione dei ruminanti da reddito si basa principalmente sull’utilizzo di materie prime come soia e mais: queste materie prime, specialmente la soia, vengono largamente importante per soddisfare i fabbisogni italiani. La maggior parte degli alimenti di importazione provengono oggigiorno da coltivazioni di varietà GM.

Questa estrema richiesta di materie prime per la formulazione di mangimi e affini ha portato all’esasperazione delle coltivazioni monocolturali, ettari ed ettari di mais, soia, colza e cotone con un’intensità produttiva che in molti casi eccede il necessario. Questa abitudine tende ad allontanare drasticamente il sistema agrozootecnico dai sistemi foraggeri tradizionali, basati invece su un sistema a rotazione, in cui si ha l’impiego alternato di leguminose (piante che restituiscono vitalità e nutrienti al terreno) e prati stabili.  La sostenibilità ambientale tipica dei sistemi tradizionali si va quindi perdendo nel sistema colturale di alimenti GM. 

Inoltre, in territori in cui le grandi aziende di sementi detengono il monopolio sul mercato, il marketing di queste compagnie diventa estremamente aggressivo, lasciando poco margine di scelta a piccoli agricoltori e allevatori che si vedono costretti ad abbracciare questo sistema produttivo. 

Oltre a ciò, studi scientifici vari hanno confermato l’ipotesi che l’alimento GM abbia anche un impatto significativo sulla salute degli animali. 

Sono stati infatti riscontrati fenomeni di tossicità epatorenale da parte di mais GM, danni a carico di altri organi, reazioni immunitarie specifiche causate dall’utilizzo di soia GM e alterazioni embriogenetiche in diverse specie. La presenza di DNA modificato è stata riscontrata in rene, fegato, milza, sangue e cuore: questo materiale, trovandosi in un organismo diverso da quello di origine, è inoltre in grado di stimolare la risposta anticorpale, causando fenomeni allergici anche di grossa portata.

Per quanto riguarda invece la salute umana, l’utilizzo di alimenti GM causa non pochi timori. Reazioni allergiche, formazione di composti tossici e danni a carico del DNA sono solo alcune delle conseguenze ipotizzate a seguito del consumo di questa tipologia di alimenti.  

Conclusioni.

Ad oggi sono ancora in corso diversi studi scientifici per validare l’effettiva salubrità degli alimenti GM. In attesa che questi accertino o smentiscano quanto finora ipotizzato o appurato relativamente la sicurezza del loro utilizzo, noi di Pascol abbiamo optato per l’esclusione in toto dalla nostra filiera, nel rispetto dei nostri piccoli agricoltori territoriali, degli animali che allevano e dell’ambiente stesso. 

no ogm

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